La metodologia della scuola

Il metodo pedagogico di Jack&Jill Kindergarten si basa su un percorso sensoriale ed esperienziale che vede l’apprendimento del bambino come conseguenza dell’esperienza: LEARN BY DOING.  A questo abbiamo affiancato elementi montessoriani legati agli spazi che sono pensati e predisposti per i bambini, un numero limitato di alunni che permette un’attenzione dedicata per ciascuno e non ultimo l’utilizzo dell’inglese come lingua primaria.

Il percorso di apprendimento può essere schematizzato nei seguenti punti:

1. L’ESPERIENZA DIRETTA
I bimbi sono esposti alle attività e incoraggiati a usare i propri sensi: osservano, guardano, ascoltano, annusano, toccano, accarezzano, assaggiano, gustano.
Tutto ciò li stimola ad agire, quindi imitano, manipolano, inventano, scoprono, trasformano, rompono, grattugiano, mescolano, impastano, riempiono, svuotano, travasano, tagliano.

2. L’IMPORTANZA DELL’EMOZIONE
L’esperienza diretta implica sempre nei bambini, come negli adulti, un’emozione che muove qualcosa dentro di noi. Le esperienze a valenza emozionale sono quelle che ci ricordiamo più a lungo. La memoria emozionale è il punto d’incontro tra i fatti e i loro significati. Il coinvolgimento dei sentimenti è indispensabile ai processi di apprendimento e tramite l’uso dei sentimenti aiutiamo i bimbi ad apprendere con facilità, anche una linguastraniera.

3. STABILIRE UNA RELAZIONE, UN LEGAME
Percorrendo le prime due fasi (l’esperienza diretta e l’emozione legata all’esperienza) il bambino intesse legami emozionali con le cose e le persone che lo accompagnano in questo percorso. E’ proprio questo legame emozionale che gli permette, successivamente, di rielaborare quanto appreso.

4. RIFLETTERE E RIELABORARE L’ESPERIENZA
Riflettere e rielaborare l’esperienza è il primo livello dell’astrazione. Attraverso la riflessione e rielaborazione il bambino inizia il percorso di apprendimento, riconosce le proprie emozioni e può rappresentarle.

5. RAPPRESENTARE
Come rappresenta il bambino piccolo? Con il disegno, con la gestualità, con il suono, con il gioco simbolico, con i simboli, con i segni, per arrivare poco alla volta ai codici convenzionali. La rappresentazione fissa le emozioni e le rende riconoscibili in modo duraturo e famigliare.

6. APPRENDERE
Tutto quello che stabilmente il bambino ha interiorizzato diventa apprendimento e lo cambia dentro (“formare” = cambiare forma), lo rende costruttore delle proprie categorie concettuali e interpretative della realtà. Il bambino diventa gradualmente soggetto sociale caratterizzato da connotati culturali, da linguaggi specifici da riconoscere e da potenzialità originali da accogliere e valorizzare.

Nel percorso pedagogico sopra descritto è per noi fondamentale mettere al centro della continuità il bambino, che passa da un’esperienza educativa specifica dei primi anni a quella successiva e a cui bisogna riconoscere la sua storia rispettando e rispondendo ai suoi bisogni affettivi, emotivi e cognitivi. Su questa base comune gli educatori progetteranno e si confronteranno per individuare strategie didattiche peculiari di ogni fase di sviluppo dei bambini.

Mettendo al centro il bambino non si può, infine, non considerare anche la sua famiglia con i suoi modelli educativi, con le sue aspettative, le sue ansie, le sue emozioni legate al percorso di crescita e alla conquista dell’autonomia del suo bambino. Tale consapevolezza richiede un’attenta riflessione e comprensione della relazione tra educatori e genitori che hanno in comune un’esperienza. Per questo tenere aperta la comunicazione con i genitori in maniera serena e costruttiva, rendendoli partecipi del percorso che i loro piccoli compiono giorno per giorno costituisce parte integrante del nostro approccio.

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